martedì 22 maggio 2007

Fortuna e Sfortuna: il Cristallo Aperiodico

A che cosa ci riferiamo esattamente quando parliamo di Fortuna e Sfortuna?

Personalmente, piuttosto che di Fortuna e Sfortuna, preferisco parlare di Caso (che per ironia della sorte è l’anagramma di Caos) e, a tal proposito, trovo piuttosto suggestivo il concetto di Cristallo Aperiodico, la cui definizione è da attribuirsi ad Erwin Schrödinger, premio Nobel per la fisica e tra i fondatori della meccanica quantistica, il quale la coniò nel 1944.

Sentendo accostare le due parole “Cristallo” e “Aperiodico”, molti probabilmente non troverebbero nulla di strano, eppure c’è un profondo, se pur solo apparente, controsenso in tale accostamento.
Nella sua definizione più generale infatti, un Cristallo è una struttura costituita da una base (potete immaginarla come un elemento modulare: un atomo o una molecola volendo essere “fisici”, ma anche solo un oggetto che vi piace come un fiore o una figura qualsiasi) che si ripete periodicamente, ossia con una precisa regolarità e secondo uno schema definito, quello che tecnicamente si chiama Reticolo Cristallino. Sono proprio queste precise regolarità e, appunto, periodicità a fare di un Cristallo quello che esso è, ossia una struttura altamente organizzata e regolare. Quando Erwin Schrödinger coniò l’espressione Cristallo Aperiodico, lo fece per esprimere un concetto, a mio avviso molto profondo, relativo agli organismi viventi. Schrödinger scrisse che doveva esistere un “qualche” Cristallo Aperiodico, una struttura stabile e replicabile, fatta di elementi ripetuti, ma aperiodica, cioè non totalmente ordinata e prevedibile, bensì basata su una sequenza variabile, tale da poter codificare le informazioni ereditarie per i diversi organismi. Nove anni dopo, James Watson e Francis Crick mostravano al mondo, con palline e fil di ferro, come era fatto questo, fino ad allora solo ideale, Cristallo Aperiodico: era la molecola del Dna.
Da allora, quella di un Cristallo Ribelle, ordinato ma non troppo, è rimasta un'immagine alla base delle scienze della vita.

Questa lunga premessa, ha lo scopo di chiarire e dare sostanza ad un concetto che reputo essenziale (“essenziale” sia perchè lo reputo fondamentale, sia perchè riguarda l’essenza in quanto tale):
la Vita è una lotta tra Ordine e Caos, tra ciò che ha una struttura definita (il Cristallo di Schrödinger) e ciò che è, almeno all’apparenza, casuale (l’Aperiodico di Schrödinger). Questa lotta produce uno stupefacente quanto perfetto equilibrio e governa ogni nostra azione.
Se ci pensate, quando ci apprestiamo a fare qualcosa c’è sempre una componente prevedibile e ordinata che è la nostra “programmazione degli eventi” e una componente di “casualità” (quella che potete chiamare Fortuna o Sfortuna a seconda dell’esito che essa produce) che interferisce con la prima e che interagendo con essa produce poi l’effetto finale delle nostre azioni.
In generale ci accorgiamo di questa componente imprevedibile, quando produce effetti indesiderati e per questo la additiamo parlando di “Sfortuna” o in modo più colorito di “Sfiga”, viceversa quando produce effetti piacevolmente inattesi siamo più restii nel gridare al colpo di “Fortuna” o al classico colpo di “Culo”, ma solo perchè tendiamo ad osannare i nostri meriti anche quando questi non sono propriamente “nostri”. A mio avviso comunque, Fortuna e Sfortuna non sono altro che quello che chiamerei più in generale Caso e che è una componente indispensabile del nostro vivere e sopravvivere.
Pensate soltanto alla teoria di Darwin, essa si basa proprio sul fatto che mutazioni o modifiche “casuali” possono portare a svantaggi o a vantaggi per una specie che può così evolversi od estinguersi.
Albert Einstein, uno dei più celebri scienziati che abbiano calcato questa nostra Terra, era tuttavia di “diverso” avviso, celeberrima è la sua frase: “Non posso credere che Dio giochi a dadi con il Mondo”. Einstein utilizzò tale espressione in riferimento ad alcuni fenomeni fisici che accadono a livello subatomico e che sembrano manifestarsi con assoluta casualità: lo scienziato non poteva credere al fatto che qualcosa avvenisse solo per una coincidenza fortuita (cioè appunto che “Dio giocasse a dadi col Mondo”) e ipotizzò che dovevano esistere delle variabili che stabilivano deterministicamente, quindi non casualmente, quale fenomeno dovesse effettivamente manifestarsi, ma che l’uomo non era in grado di osservare tali variabili.
Ovviamente per una mente razionale e “fisica” la posizione di Einstein è assolutamente ragionevole: in generale quando analizziamo in modo approfondito un accadimento, siamo in grado di determinare precisamente cosa lo abbia scatenato secondo un preciso processo di causa-effetto e anche il Caso sembra poter essere “razionalizzato” perdendo quella veste di imprevedibilità.
Eppure, io mi chiedo: “L’uomo aspira davvero a conoscere deterministicamente la causa che scatena ogni evento?”.
La mia parte di scienziato risponderebbe: “Sì, ma in molti casi non è umananamente possibile perchè bisognerebbe considerare un mucchio di variabili per analizzare le quali non basterebbe una vita” (pensate alla pallina in una roulette: note le condizioni iniziali, le forze in gioco e le condizioni della roulette sarebbe in teoria possibile dire dove cadrà la pallina, tuttavia calcolare tutte queste variabili è talmente dispendioso in termini computazionali da non essere effettivamente praticabile).
La mia parte irrazionale risponderebbe: “No, è bello poter sognare e sperare, sapere che alcune cose possono accadere e non possiamo controllarle in modo assoluto, che esiste un pizzico di follia in ciascuno di noi e che esiste qualcosa di inconoscibile che ci trascende e che rende la vita di ogni giorno un’avventura speciale”.

Sono dell’idea che esista un Principio, un Disegno un’Idea o un Dio –chiamatelo come più vi piace- che abbia stabilito alcune linee guida, noi possiamo decidere di cogliere gli stimoli e i segnali che ci vengono dati per seguirle oppure ignorarli e prendere altre strade, l’importante è acquisire la consapevolezza che non possiamo controllare ogni cosa e che questa consapevolezza rende la nostra vita un viaggio meraviglioso… Fortuna, Sfortuna e Caso sono solo, per riprendere l’immagine del Cristallo, alcune sfaccettature di questo viaggio meraviglioso…

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