mercoledì 13 giugno 2007

Elogio all’uomo: la bellezza del Non-Necessario



Spesso capita che sulle pagine di questo blog, io sia piuttosto critico nei confronti del genere umano: tendo a sottolineare quelli che sono i nostri comportamenti meno “nobili” o meno “corretti” e sono in generale polemico verso i nostri modi di vivere e di relazionarci con ciò che ci circonda.

Questa volta tuttavia, vorrei –come si usa spesso dire– spezzare una lancia a favore dell’uomo, difendendo a spada tratta –giusto per proseguire la metafora militare– l’orgoglio che mi deriva dall’appartenere al genere umano. A dire il vero, già quest’ultima espressione che ho utilizzato “l’orgoglio di appartenere al genere umano” potrebbe essere lo spunto ideale per aprire la discussione che intendo sviluppare in queste poche righe: vi siete mai chiesti infatti, se un cane o un gatto sono “orgogliosi” di essere rispettivamente tali?

Come al solito non ho la pretesa di illuminare in modo assoluto le vostre menti, piuttosto vorrei stimolarvi a riflettere su aspetti a cui magari date solitamente poco o nessun peso, filosofeggiando un po’ –cosa che come sapete mi piace molto–. Comincerei proprio da qui, ossia dalla parola “filosofia” che deriva dalla composizione delle parole greche ‘philos’, amico e ‘sophia’, sapere, e che generalmente utilizziamo con il significato di “amore per il sapere”.

Molte persone, istruite e non, si pongono la domanda: “A che cosa serve la Filosofia? Perché dedicare del tempo ad un qualcosa di Non-Necessario, di inutile e di fine a se stesso?”
La risposta… “La Filosofia non deve servire a qualcosa, è una delle più nobili attività umane, è amore puro e disinteressato della conoscenza”; al pari dell’Arte o della Musica, essa è quel qualcosa che effettivamente non è necessario alla nostra pura e semplice sopravvivenza, ma che spinge le Nostre menti Umane a porci domande che stimolano la ricerca e ci portano a quello che i Giapponesi chiamano Kaizen, ossia ‘miglioramento continuo’.
Questa attitudine al coltivare attività all’apparenza “inutili”, è proprio ciò che ci rende diversi dagli altri animali: noi siamo in grado di reagire attivamente a migliaia di stimoli, un animale invece reagirà solo agli stimoli e agli istinti “primitivi di sopravvivenza” come il desiderio di mangiare o la pulsione sessuale… Un animale non ha nessuna reazione emotiva di fronte ad un libro o ad un quadro e se ci pensate è ancora un passo indietro a questo, perché non ha neppure la consapevolezza di potersi porre il problema che “Leggere un libro o dipingere un quadro non serve a niente”. I nostri stessi sentimenti di amicizia o di amore non sono altro se non l’evoluzione Non-Necessaria dello spirito di collaborazione che si instaura istintivamente tra gli individui di un branco di animali, eppure è in questi sentimenti Non-Necessari che l’uomo trova la sua più alta e completa realizzazione.

Quello che vorrei trasmettervi in queste poche righe è il capire quanto noi uomini siamo “fortunati”:

Perché siamo in grado di realizzare opere solo per il gusto, fine a se stesso, di farlo,
Perché siamo in grado di esplodere in una risata liberatoria di fronte a qualcosa di divertente,
Perché siamo in grado di emozionarci con i colori su una tela o con i suoni di uno strumento,
Insomma,
Perché siamo in grado di produrre attività Non-Necessarie,
Che segnano la linea di confine tra Vivere e Sopravvivere…


Il mio invito è quello, ogni giorno,di guardare il mondo con gli occhi curiosi di un bambino; di dialogare e confrontarsi con chi ci sta intorno, meglio se ad esempio non lo conosciamo (impareremo infatti più cose o scopriremo nuovi modi di porci di fronte a diverse situazioni); di coltivare i nostri interessi e le nostre passioni Non-Necessari; ma soprattutto di non avere mai una posizione o un’idea definitive, perché nel momento in cui assumiamo di aver raggiunto una verità assoluta smettiamo di cercare e smettiamo di migliorare: poniamo fine al nostro Kaizen…

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