giovedì 31 gennaio 2008

Alieni: coinquilini Interstellari

Qualche giorno fa, giornali e telegiornali hanno mostrato una curiosa immagine proveniente da Marte in cui si intravede in una confusa commistione di ombre, luci e molta suggestione una figura antropomorfa. Questo è bastato a ridestare in tutti noi, in misura differente, la curiosità per un tema che, sebbene un po’ fuori moda non smette di trasmetterci il suo fascino: la vita extraterrestre.

Facciamo prima un po’ di storia, perché una solida base di partenza consente sempre, e questo è un consiglio che si applica in modo ubiquito, di sostenere con forza e rigore le proprie argomentazioni. I cosiddetti UFO, acronimo inglese di “Unidentified Flying Object” (“Oggetti Volanti non Identificati”) fanno la loro prima comparsa negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Con il termine UFO, venivano e vengono tuttora indicati dei presunti veicoli aerei provenienti da altri mondi; nello stereotipato senso comune essi vengono generalmente rappresentati come sigari dalla forma affulsolata o più semplicemente come dischi appiattiti i cui occupanti sono mossi dai più disparati intenti, che possono andare dalla conquista della Terra allo studio della razza umana (e se il primo scopo citato potrebbe far pensare che gli uomini sono degli arroganti egocentrici il secondo scioglie definitivamente ogni dubbio!). Il tema della vita extraterrestre sembra dunque un gettito dell’ultima metà del secolo scorso e i più scettici potrebbero addirittura additare gli “attuali” UFO come la fantasiosa e proiettiva ricerca dell’ignoto che da sempre anima l’uomo: la stessa che ormai più di 500 anni fa spinse molti coraggiosi esploratori a solcare i mari dell’allora parzialmente sconosciuto Globo Terracqueo. Eppure l’interesse per la vita extraterrestre sembra affondare le sue radici molto prima nella storia dell’umanità, anzi pare collocarsi addirittura nella preistoria, prima ancora paradossalmente che l’uomo cominciasse a lasciare documentazuioni e testimonianze scritte. L’antichità degli UFO sarebbe dimostrata da centinaia di graffiti e pitture, dal Paleolitico (2 milioni di anni fa – 8500 a.C circa) alle civiltà caldea (Babilonia Meridionale, II millennio a.C. – 539 a.C) ed egizia, nei quali sarebbero chiaramente raffigurate macchine volanti, dischi e sigari, e creature non umane; sarebbe dunque da decine di millenni che popolazioni extraterrestri spierebbero quelle terrestri anche se con varia frequenza. Tra il gennaio 1947 e l’aprile 1952 negli Stati Uniti sono stati avvistati 639 dischi volanti. Al termine di uno studio durato vent’anni e condotto su 12097 casi di avvistamento negli USA, si è arrivati alla conclusione che la maggior parte di essi sono perfettamente spiegabili con fenomeni “terrestri” come palloni sonda, meteoriti, frammenti di satelliti artificiali o formazioni gassose ed elettromagnetiche.

Sicuramente, il fascino evocativo ispirato dagli alieni ha perso un po’ di lucore negli ultimissimi anni e credo che ciò dipenda soprattutto dalla Scienza, che ahimè talvolta, è in grado di spezzare i sogni con crudele freddezza. Gli alieni di cui andiamo a “caccia” oggigiorno, sono infatti microrganismi invisibili che costituiscono di certo, i primi fondamentali passi mossi timidamente dalla Vita sulla Terra, ma che non sono così “d’impatto” come le quasi familiari creature antropomorfe (…Sempre a proposito dell’arrogante egocentrismo umano…) che, nell’immaginario collettivo, verrebbero a tenerci costantemente sotto controllo.

Ognuno di noi ha un’opinione più o meno definita circa la possibilità della vita extraterrestre; la mia… Beh io penso che in teoria in qualcuno dei miliardi di sistemi planetari di cui è costituito il nostro Universo è possibile che si siano potute originare le condizioni favorevoli alla nascita della Vita. Vi dirò di più, se dovessi tracciare l’identikit di un alieno che avesse alle spalle una storia evolutiva lunga quanto la nostra, non lo farei molto dissimile da quello di un uomo. Sono infatti convinto che in Natura esistano alcuni Principi e alcune Leggi fondamentali (ricordate ad esempio il tanto famoso quanto ubiquito numero pi greco di cui vi ho parlato?) che incarnano l’Essenza e costituiscono il vero e proprio Sostrato del Tutto: sono certo che tali Leggi sono uguali dappertutto, perché non riesco a trovare un ragionevole motivo per cui debbano essere diverse (d’altra parte sono un propugnatore del rasoio di Ockham: “La soluzione più semplice è probabilmente quella corretta”). A tale assunto, si affianca un altro fatto innegabile: ambienti simili favoriscono soluzioni evolutive simili. Per quest’ultimo caso, dominante è il ruolo svolto da una delle sopraccitate Leggi fondamentali: il Principio di “Economia Energetica”, ossia a parità di efficienza, sopravvive la soluzione energeticamente meno dispendiosa. E’ quindi decisamente “Naturale” aspettarsi che in eventuali mondi tra loro anche molto lontani e non interagenti, ma che risultano tuttavia governati dai medesimi Principi Primi, si abbiano soluzioni adattative ambientali simili. Va detto tuttavia che se guardiamo agli scimpanzè, che condividono con noi lo stesso ambiente naturale e che sono cromosomaticamente la specie che più di tutte ci si avvicina, non è difficile trovare molte e sostanziali diversità: pensate allora quante differenze potremmo riscontrare tra noi e un alieno che si sia adattato alle condizioni ambientali del pianeta da cui proviene (posto sempre che comunque tali condizioni non potranno essere così straordinariamente diverse per i sopraccitati ubiquiti Principi Primi). A questo proposito faccio un piccolo commento per i più curiosi ed interessati: il Carbonio è l’elemento essenziale per formare proteine e acidi nucleici che sono i mattoni della vita così come noi la conosciamo. Se guardiamo la tavola periodica degli elementi, nella stessa colonna del Carbonio troviamo subito sotto ad esso, il Silicio: quest’ultimo, sebbene in misura minore rispetto al Carbonio, ha una buona capacità di legarsi ad altri elementi per formare molecole complesse, non è quindi del tutto assurdo ipotizzare forme di vita basate sul Silicio e più simili pertanto a cristalli piuttosto che ad animali o piante.

In conclusione, sebbene non escluda la possibilità che esistano altre forme di vita nel nostro sterminato Universo, sono convinto che la probabilità di un incontro sia pressochè nulla (nota: probabilità uguale a zero NON significa evento impossibile!), se non altro per il fatto che le distanze interstellari sono così enormi che trovo difficile pensare di organizzare e intraprendere viaggi esplorativi alla ricerca dei corrispettivi coinquilini intergalattici. Tuttavia, come mi capita spesso di ribadire, credo di avere l’umiltà sufficiente per riconoscere di non avere tutte le risposte. Inoltre, sono fermamente convinto che la straordinaria capacità che ha l’uomo di sognare costituisca l’inesauribile scintilla di energia che mette in moto la sua anima. Quindi, imparate a non curarvi troppo di ciò che sostiene la cosiddetta “Scienza Accademica”. Credete fermamente in qualsiasi cosa faccia spiegare le vele della vostra immaginazione perché, in fondo, più ci penso e più mi convinco che le più alte conquiste dell’umanità sono figlie della genuina e fanciullesca voglia di sognare…

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